Abura Akago 油赤子 - Oil baby

niwaexia-ghostAnticamente pare che il cielo del paese di Otsuhaccho , nella provincia di Omi  ( attuale Shiga ), fosse spesso solcato da una misteriosa palla di fuoco. Secondo la gente del paese, nel villaggio di Shiga, un uomo vendeva l’olio rubato ogni notte da un jizo presso la strada di Otsu. Dopo qualche tempo morì, ma, forse punito dallo stesso jizo, non riuscì a raggiungere il Nirvana e si trasformò in un fuoco errante. Allora presero ad accadere altri fatti misteriosi fra le case della zona : un bambino sconosciuto iniziò ad apparire a sorpresa e a leccare l’olio delle lampade. La gente riteneva che quel bambino fosse una reincarnazione del venditore d’olio.

Nel nord-est del Giappone si era già parlato di una creatura chiamata Abura Name Akago ( bimbo che lecca l’olio ) a proposito di una vicenda avvenuta verso la metà del Periodo Edo. Una donna accompagnata da un bambino aveva detto a uno shoya che si era persa e gli aveva chiesto alloggio per una notte. Era stata ospitata in una sala e aveva fatto dormire il suo bimbo su un futon. Verso la mezzanotte il piccolo era uscito dal letto e aveva preso a leccare l’olio di una lampada, finchè non ne ebbe più lasciata nemmeno una goccia. La mattina dopo questa donna aveva ringraziato lo shoya e se n’era andata abbracciando il suo bimbo. Lungo la strada, quando l’aveva messo giù per riposare un po’, questi aveva preso a girare come una trottola rimbalzando a destra e a manca, senza lasciare alcun dubbio sulla sua natura spettrale.

Ma esiste anche un’altra storia simile, che parla di una palla di fuoco volante che entra nelle case, si trasforma in un bimbo giusto il tempo di leccare l’olio delle lampade, e poi se ne va trasformandosi di nuovo in un globo fiammeggiante. Questo mostro si chiama Abura Akago.

Anticamente l’olio delle lampade usato nei villaggi era estratto dal pesce, per cui è probabile che molti “avvistamenti” riguardassero in realtà gatti, e non bambini, attratti dall’odore: tale olio infatti, era grezzo, poichè ottenuto dai residui di pesce lasciato sul fondo delle barche dei pescatori.

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